Carnevale di Follonica, intervista ai protagonisti

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Il carnevale, si sa, è tradizione e storia di Follonica. I carri e le sfilate vanno avanti da ormai 70 anni, con periodi d’oro e altri in cui il carnevale era quasi scomparso. La passione dei follonichesi verso questa colorata festa è il vero cuore pulsante del carnevale e oggi, forse come non mai, questa passione scorre viva tra i rioni cittadini. Senza l’impegno di centinaia di entusiasti volontari, che impiegano tempo e fatica all’allestimento delle sfilate, il carnevale oggi non esisterebbe.

 

Il carnevale 2019 è alle porte (SCOPRI QUI TUTTE LE DATE), ma cosa significa lavorare per preparare il carnevale follonichese?

Sicuramente in tanti se lo sono chiesti. Abbiamo sentito, a tal proposito, la voce di tre appassionati che ogni anno lavorano assiduamente per la riuscita del Carnevale di Follonica: Barbara Pampaloni, Giacomo Manni e Laura Mosca.

 

Carro di carnevale di Follonica di fronte alla Torre Azzurra


Da quanto tempo lavori per il carnevale e quale è il tuo ruolo?

Barbara: Faccio parte del rione 167 Ovest Campi Alti al mare dal 2009, trascinata da mia figlia e mio marito che già partecipavano. Nel rione sono un jolly: grazie alle mie competenze mi occupo di pubbliche relazioni, della presentazione degli eventi, ma aiuto anche in sartoria e con la cartapesta.
Giacomo: Lavoro al carnevale dal 2012 anno in cui abbiamo rifondato il rione Pratoranieri dopo 22 anni di assenza dalle sfilate carnevalesche. Attualmente sono il presidente del rione, insomma colui che ha il compito di tenere insieme il gruppo, coordinarlo e farlo lavorare in armonia e serenità. Ovviamente, come tutti, partecipo alla costruzione del carro.
Laura: Ho lavorato per il carnevale negli anni ’80, poi ho interrotto per un lungo periodo fino al 2012 fino ad oggi con il ruolo di carrista, modellista, pittrice.

Come si prepara una sfilata all’interno dei rioni?

Barbara: C’è tanto lavoro di organizzazione e il vero segreto è la collaborazione, come una vera squadra. Vengono divisi tutti i compiti e a ognuno viene assegnato il suo in base a competenze e disponibilità.
Giacomo: Un carro si prepara partendo da una bozza di soggetto, procedendo con progettazione e, infine, fase esecutiva, tra carpenteria, modellazione del polistirolo, cartapesta e colore. Poi ci sono le sarte, che confezionano minuziosamente vestiti per ragazze e ragazzi del corpo di ballo e coreografie.
Laura: Si inizia con l’idea, poi si sceglie un bozzetto tra le proposte e si sviluppa. E dopo… a ognuno i propri compiti. Ci sono i carristi, carpentieri, saldatori, modellatori in creta e/o polisterolo e pittori. Le sarte, a creare vestiti per i figuranti sul carro e a terra. Le coreografe per i balletti e le musiche.

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Quanti sacrifici richiede il carnevale? È un lavoro che occupa per tutto l’anno?

Barbara: Il sacrificio c’è, ma è un sacrificio consapevole. Chi prende l’impegno, è sempre felice di dedicare ogni minuto del suo tempo alla costruzione del carro e alla preparazione della sfilata, pure che sia notte o nei weekend. Il lavoro di solito parte ad Ottobre, ma si intensifica molto nell’ultimo mese e mezzo.
Giacomo: Il carnevale è scherzi, risate e divertimento, ma comporta anche un impegno costante per tutto l’anno, con la fase realizzativa che parte da Settembre e dura fino a Gennaio. Ma già in estate si pensa alle bozze, alle feste estive per divertirsi con il rione e racimolare qualche introito per la costruzione del carro. Il nostro rione, da anni, organizza la classica festa nel privée del Tartana ed il Cocomero Party a Pratoranieri.
Laura: Sono dei bei sacrifici, come tutti quelli fatti per seguire una passione. Si sacrificano ore alla famiglia, al lavoro e al tempo libero e più o meno lo si fa da Settembre a Marzo.

Carro carnevale a Follonica
Un carro di carnevale delle passate edizioni

Come viene vissuto lo “spirito competitivo” tra i volontari dei vari rioni? C’è collaborazione per la creazione delle sfilate?

Barbara: La competizione esiste, a tutti piace partecipare ma anche ambire ad un riconoscimento importante. Il rapporto tra i volontari, negli ultimi anni, è buono e collaborativo, soprattutto per la realizzazione dei carri, dove a volte ci si aiuta tra rioni. Per quanto riguarda coreografie e mascherata, il bello è tenere tutto segreto fino al giorno della prima sfilata. Comunque, la competizione è necessaria perché spinge i rioni a dare sempre qualcosa in più e a migliorarsi, e da questo lo spettacolo migliora anno dopo anno.
Giacomo: Come in tutte le competizioni che comportano una premiazione, la competizione si fa sentire, soprattutto nell’ultimo periodo di costruzione e durante le sfilate. Finito il carnevale, la competizione si esaurisce per poi tornare l’anno successivo.
Laura: La competizione è il vero stimolo per fare sempre meglio. Viene vissuta bene, con il giusto clima, nel rispetto di chi lavora con il suo meglio per creare bellezza. Ma c’è anche collaborazione tra i rioni. Il tutto per un solo obiettivo: creare il carnevale di Follonica.

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Ci saranno novità in questa edizione?

Laura: Sì, avremo la collaborazione di RDF, Radio Diffusione Follonica, che allieterà il periodo carnevalesco con la sua musica.

Cosa rappresenta per te il carnevale e perché dovremmo partecipare?

Barbara: Il carnevale è essenzialmente condivisione e unione. La sfilata è solo il punto finale di due ore di un percorso lungo mesi. Le sere passate al freddo nei capannoni a progettare, dove basta un bicchiere di vino, una spaghettata, una pizza mangiata alla svelta tra un pon pon e un vestito. E poi ci sono i bambini, con il carrista più anziano che tramanda passione e tradizione. Famiglie intere che si innamorano del carnevale, amici nuovi e da una vita. Ecco perché invito tutti a partecipare: realizzare un carnevale aiuta a vivere e uscire un po’ dalla quotidianità.
Giacomo: Il carnevale è una tradizione che si perde nella notte dei tempi risale all’epoca greca e romana, prende origine dalle feste dedicate al dio Bacco, però anche per Follonica è una tradizione da rispettare e che serve a darle lustro e notorietà.
Laura: Per me il Carnevale rappresenta un sogno fantastico, colore, arte e passione. Un amore nato quando ero bambina e che è cresciuto quando ho iniziato a farne parte attiva, creando maschere da un panetto di creta per darle vita. Invito tutti a partecipare perché il carnevale fa bene allo spirito, collaborare per un sogno fa sentire vivi.

Hai già visto gli altri carri? Potresti azzardare un pronostico sul vincitore?

Barbara: Ho visto i carri durante il montaggio, ma non ancora finiti, quindi non voglio sbilanciarmi in pronostici.
Giacomo: Più che visto, diciamo che ho intravisto gli altri carri. Ma non vorrei eliminare l’effetto sorpresa tipico del carnevale. Se devo azzardare un pronostico, non ho dubbi nel dire il rione… e per me chiaramente è Pratoranieri! Ogni anno non facciamo mai temi casuali e scontati ma ne ricerchiamo di forte impatto sociale e costruttivo, con uno sguardo lanciato sempre verso le nuove generazioni, che saranno le future protagoniste del carnevale e della società.
Laura: Sì, tutti molto belli. Anche quest’anno faranno una bella figura e accontenteranno il pubblico, facendolo divertire. Un pronostico? Dico il varro del mio rione Cassarello, perché è bello e tratta un tema sociale.

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Ringraziamo Barbara, Laura e Giacomo per la disponibilità e invitiamo tutti, follonichesi e non, a venire ad assistere alle sfilate del carnevale di Follonica 2019 (Qui trovi le date) e a rendere tributo a tutti i volontari che lavorano con amore per questa folkloristica festa che ci fa divertire da tantissimi anni..

Per maggiori informazioni sul carnevale di Follonica, visita il sito del CARNEVALE FOLLONICHESE.

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